lunedì 31 dicembre 2018

Le 16 canzoni italiane di maggior successo del 2018


Lo scorso anno, nell’articolo sulle 10 canzoni italiane di maggior successo del 2017, parlavamo di tale annata come prolifica come ai vecchi tempi per la musica italiana. Ma l’anno che sta per terminare, il 2018, ci ha lasciato in dodici lunghi mesi tanti grandi successi made in Italy di tutti i generi di cui probabilmente ci ricorderemo a lungo. Per questo motivo abbiamo deciso di ampliare il numero delle canzoni analizzate a 16, visti i tanti grandi successi made in Italy che abbiamo ascoltato nel corso di questa annata. OCCHIO: si tratta delle 16 canzoni di maggior successo per rapporto passaggi radio-vendite-gradimento del pubblico, non delle 16 canzoni più belle. Pronti, via!
1)     TAKAGI & KETRA FEAT. GIUSY FERRERI & SEAN KINGSTON – AMORE E CAPOEIRA
 
Iniziamo con quello che è il tormentone italiano per eccellenza in un’estate piena di tormentoni. Dopo il successo de “L’esercito del selfie” del 2017, la coppia composta da Alessandro “Takagi” Merli e Fabio “Ketra” Clemente, ormai vera e propria macchina da hit, decide di fare il bis per la primavera 2018 con “Da sola (in the night)” in collaborazione con Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti ed Elisa. Anche qui grande successo, sì, ma il bello doveva ancora arrivare. I due producers avevano in cantiere un pezzo dal grande potenziale da tormentone estivo (seppur, lo ammetto, mi sia entrato in odio per tutte le volte che ce lo hanno proposto nel corso della scorsa estate) e il 1° giugno è entrato in rotazione radiofonica: sto parlando di Amore e Capoeira. Brano con cui T&K puntano al mercato internazionale (avvalendosi della collaborazione di Federica Abbate) coinvolgendo un grande nome come quello del giamaicano Sean Kingston, qui in Italia famoso per la hit Beautiful Girls del 2007, e Giusy Ferreri, con cui il duo aveva già collaborato per il tormentone dell’estate 2015 Roma-Bangkok (dove la cantante palermitana aveva duettato con Baby K), che tre anni fa entrò in classifica in tutta Europa con tanto di versioni internazionali. E l’obiettivo è raggiunto: quattro dischi di platino, primi posti delle classifiche di vendite e passaggi radio settimana dopo settimana, 124 milioni di visualizzazioni (che lo hanno reso il videoclip più visto su YouTube in Italia di tutto il 2018), una condizione di immancabilità in tutte le feste di qualsiasi tipo dell’estate (e probabilmente la ascolteremo anche durante parecchi veglioni di Capodanno…) tanto da aggiudicarsi nel corso del Power Hits Estate il premio della SIAE come brano più “gettonato” durante gli eventi privati dell’estate (oltre che quello della FIMI per il singolo più venduto della bella stagione di quest’anno), e ultima ma non meno importante la vittoria del Wind Summer Festival, per la prima volta assegnata a settembre come ai tempi del Festivalbar e non a fine giugno come nelle precedenti edizioni. Cronaca di un successo annunciato.
2)     BOOMDABASH & LOREDANA BERTE’ – NON TI DICO NO

 

C’è la mano di Takagi & Ketra anche dietro un altro dei grandi successi di questa estate 2018, anche perché Ketra è una parte fondamentale del gruppo di cui stiamo per parlare: i Boomdabash. Gruppo salentino che mescola sonorità reggae con l’elettropop che grazie a questo brano raggiunge la notorietà a livello nazionale e riporta Loredana Berté ai fasti del passato (dal punto di vista delle vendite). Il brano è Non ti dico no ed entra in rotazione in tutte le radio il 4 maggio: la prima settimana di maggio è spesso un portafortuna per chiunque voglia lanciare una hit estiva di successo, e quest’assunto si è rivelato ancora una volta vero. Disco di platino, la vera fortuna di questo brano arriva soprattutto dalle radio: ha ricevuto nel corso della finale del Wind Summer Festival il premio EarOne per il brano più trasmesso dalle varie emittenti radiofoniche nel corso dell’estate ed è risultato il brano vincitore dell’edizione 2018 di quello che da molti è considerato l’erede del Festivalbar, ossia il Power Hits Estate di RTL 102.5. L’edizione 2019 del Festival di Sanremo vede in gara sia Loredana (che tra l’altro, nonostante non sia stato ancora certificato, non è andata affatto male per i suoi standard con il suo ultimo album LiBerté) che i Boomdabash con due pezzi separati e distinti: chi la spunterà?
3)     LO STATO SOCIALE – UNA VITA IN VACANZA


Negli anni precedenti al 2018 il gruppo bolognese si era fatto conoscere grazie a un successo che arrivava principalmente da Internet, con la strategia comunicativa delle frasi dei loro pezzi (principalmente quelle più “romantiche”) che pian piano sono entrate nella breccia di tanti giovanissimi, soprattutto ragazze. Possiamo quindi dire che Lodo Guenzi e compagni sono stati nella prima metà degli anni 2010 degli apripista e anticipatori dell’esplosione dell’indie-pop italiano di cui sono ancora oggi considerati esponenti di grido. I continui consensi riscossi soprattutto nei vari live hanno portato alle prime date nei palasport nel 2017 (il primo concerto al Forum di Assago in carriera). Ma mancava quel qualcosa che servisse a far esplodere il progetto Lo Stato Sociale a livello di massa, perché se i live hanno fatto le fortune del gruppo, a livello di vendite e passaggi radio non hanno mai fatto grandissimi numeri. Prima di febbraio 2018: il ciclone Lo Stato Sociale si abbatte sul Festival di Sanremo e lo fa con un brano superorecchiabile intitolato Una vita in vacanza che sin da subito si candida a tormentone della primavera, con la trovata della “vecchia che balla” che a molti ha ricordato la scimmia di Gabbani. Sono stati l’autentica rivelazione di questo Festival: secondo posto che nessuno all’annuncio del cast dei Big avrebbe pronosticato, brano del Festival più trasmesso dalle radio di tutto l’anno solare e doppio disco di platino. Un pezzo che parla, secondo quanto dichiarato dalla band “della liberazione dal peso del lavoro come obbligo” che ben presto diventa anche gettonatissimo nelle serate danzanti e persino nelle playlist della baby dance, soprattutto grazie alla versione cantata in duetto con il Piccolo Coro dello Zecchino d’Oro. Non ha portato la loro raccolta “Primati” ad aver grossi riscontri in termini di vendite, ma di certo per ora possiamo considerare questo pezzo il cavallo di battaglia di questo gruppo bolognese che adesso ha anche una hit che li fa conoscere al grande pubblico e li fa entrare nell’immaginario collettivo. Dimenticavo: se non l’avete vista, recuperatevi la versione da me cantata imitando 17 voci di cantanti italiani, la trovate sul canale YouTube di Operazione Nostalgia Musicale.
4)     ERMAL META & FABRIZIO MORO – NON MI AVETE FATTO NIENTE

 

Lo Stato Sociale si è piazzato al secondo posto (forse in altre edizioni sarebbe arrivata una meritata vittoria) soprattutto per un motivo: la partecipazione in concomitanza con questo pezzo, un piccolo capolavoro. La vittoria era già scontata dal giorno dell’annuncio del cast, anche alla luce dei grandi progetti in vista per i due artisti in questione per il 2018 (concerto al Forum di Assago per l’uno, primo concerto in carriera all’Olimpico di Roma per l’altro) e puntualmente è arrivata. Aggiungiamoci che si tratta di una collaborazione tra due tra i grandi protagonisti dell’edizione 2017 del Festival nonché di un brano che parla di un tema scottante come quello del terrorismo, e il gioco è fatto. “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro ha vinto e letteralmente dominato (meritatamente, aggiungerei) questa edizione del Festival di Sanremo dalla prima all’ultima serata, soprattutto al televoto dove hanno ricevuto delle percentuali quasi irraggiungibili per gli altri concorrenti. E questo al di là di ogni polemiche relative al brano: ha rischiato l’esclusione a causa del ritornello, avente alcune parole prese in prestito da un brano, Silenzio, partecipante alle selezioni di Sanremo 2016 e interpretato da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali. Esclusione però scongiurata per diversi motivi: il tema diverso rispetto al brano originale, lo stesso autore del pezzo (Andrea Febo) e soprattutto il fatto che, come da regolamento, il “campionamento” non superava stralci superiori a un minuto e tre secondi (ossia un terzo del brano). La vittoria al Festival di tale brano porta i MetaMoro alla partecipazione all’Eurovision Song Contest, nel corso del quale ottengono un dignitoso quinto posto.
5)     ULTIMO – IL BALLO DELLE INCERTEZZE



A vincere la categoria Nuove Proposte è invece uno dei pupilli di Fabrizio Moro, ossia Niccolò Moriconi in arte Ultimo. Cantautore che già godeva di una grossa popolarità a Roma e dintorni, ma che grazie a questa ballad con cui si aggiudica la categoria Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2018 (un Festival che fa il boom di ascolti superando persino le edizioni di Conti e, nonostante l’alta età media del cast, si rivela essere molto seguito persino dai giovanissimi) ottiene il successo a livello nazionale. Il suo album “Peter Pan” è ancora adesso ai primi posti delle classifiche di vendita e si avvia verso una carriera da big a tutti gli effetti. Perché a soli 22 anni ha già riempito il Forum di Assago e il Palalottomatica della sua Roma, ha già messo a segno diverse date sold out per il tour nei palazzetti previsto per la primavera 2019 e il 4 Luglio suonerà (e sarà l’artista più giovane di sempre a farlo) allo Stadio Olimpico di Roma. Le premesse per una definitiva consacrazione ci sono tutte: sarà infatti a Sanremo 2019 anche per questo motivo, non a caso è considerato da molti (me compreso) il favorito numero 1 per la vittoria.
6)     ANNALISA – IL MONDO PRIMA DI TE/BYE BYE/UN DOMANI


Altra grande protagonista di questo Festival 2018 targato Baglioni è Annalisa Scarrone, che mette a segno il miglior piazzamento all’Ariston in carriera (terzo posto) con la ballad Il mondo prima di te, che ottiene grande riscontro soprattutto nelle radio, da sempre fino a questi ultimi due anni punto debole dell’artista ligure. Ma da allora non ha sbagliato più un colpo a livello commerciale, anche se a livello di qualità (tolta Il mondo prima di te) le sue ultime produzioni lasciano molto a desiderare. Ho inserito non un pezzo ma TRE pezzi in questo slot perché si tratta di brani che hanno riscosso successo tutti e tre alla stessa maniera: Bye Bye è stata la hit estiva che ha sancito una svolta sexy per Annalisa, Un domani la ballata elettro-pop autunnale consistente in duetto cantante donna-rapper che tanto piace ai giovanissimi. E in tutti e tre i casi l’esperimento ha funzionato: tre singoli che hanno portato l’album Bye Bye al disco d’oro, cosa che non accadeva ad Annalisa dall’anno della sua partecipazione ad Amici di Maria de Filippi (2011), quando l’album post-Amici intitolato Nali viene certificato disco di platino.
7)     THEGIORNALISTI – QUESTA NOSTRA STUPIDA CANZONE D’AMORE/FELICITA’ PUTTANA/NEW YORK

 

Come per Annalisa, gli artisti che nel corso del 2018 si sono distinti per brani dal pari successo verranno catalogati in questa lista con più di un brano. Ed è il caso anche dei Thegiornalisti. Dopo un 2017 all’insegna di grandi successi per sé e per altri e concerti (citando anche il titolo di un brano di Tommaso Paradiso e compagni) sold out, il 2018 si prospetta come l’anno della consacrazione per la band romana. A marzo entra in rotazione in tutte le radio la ballad Questa nostra stupida canzone d’amore. Grazie anche all’ormai iconico videoclip che vede come ospite l’attore Alessandro Borghi, il pezzo scala le classifiche e fa capire che il nuovo progetto Love di cui fa parte nasce già sotto una buona stella. Tre mesi dopo, ecco il tormentone estivo, arrivato a un anno dal grande successo di Riccione, intitolato Felicità puttana: anche qui videoclip con sceneggiatura particolare dal successo assicurato, partecipazione nel video di attrice famosa (stavolta la protagonista è interpretata da Matilda De Angelis) e soprattutto grande successo di vendite e passaggi radio. Non ai livelli di Riccione (anche perché il brano è effettivamente meno radiofonico nonostante la frase “ti mando un vocale di 10 minuti soltanto per dirti” trasformatasi in un meme di Internet). Intanto le date del Love Tour vanno sold out e l’album viene annunciato per settembre, con già due singoli di successo all’attivo: segno che forse il pezzo più forte deve ancora arrivare. Ed è un’altra ballad in puro Paradiso-style: New York. Un brano che riporta i Thegiornalisti in testa alla classifica dei brani più trasmessi dalle radio (cosa successa solamente a Riccione nella carriera del gruppo e non ai due singoli predecessori) ed è ancora oggi, a quasi quattro mesi dall’uscita, nelle Top 10 di passaggi radio e vendite. Un trionfo. E Love arriva al disco di platino, diventando in soli tre mesi l’album più venduto nella carriera della band eguagliando Completamente sold out: e mancano ancora un po’ di singoli per sorpassarlo. Un successo che è la prova del grande lavoro che Carosello Records sta facendo con la band romana, ormai passata dall’indie di inizio carriera all’elettro-pop romantico, che ben presto vedremo probabilmente negli stadi, e la cosa non stupirebbe visti i tempi che corrono.
8)     GHALI – CARA ITALIA

 

Il 2018 è stato anche l’anno della continuazione del fenomeno Trap (molti sanno che io non sono di certo un amante di questo genere, anzi…). Sfera Ebbasta miete numeri su numeri con l’album Rockstar facendo sold out in ogni dove, mentre a piazzare la hit radiofonica trap dell’anno (anche per il fatto che contiene elementi puramente pop) è l’italo-tunisino Ghali. Una lettera d’amore all’Italia nonostante le difficoltà e i pregiudizi nei confronti degli stranieri da parte dell’italiano medio intitolata Cara Italia. Il successo di questo brano era già nell’aria per il fatto che il ritornello è stato usato prima dell’uscita del brano completo come colonna sonora della campagna pubblicitaria della Vodafone. Ma la data ufficiale di uscita arriva (il 26 gennaio 2018) e questo pezzo entra ben presto in testa a tutte le classifiche italiane, sia di vendite che di passaggi radio: per la prima volta un brano trap si piazza nelle prime posizioni (miglior piazzamento: secondo posto) della classifica ufficiale italiana dei brani più trasmessi in radio. Un pezzo che porta Ghali al primo tour nei palasport in carriera e alla firma con una importante major come la Warner e che riscuote un tale successo da diventare non solo tormentone primaverile ma anche estivo.
9)     CARL BRAVE FEAT. FRANCESCA MICHIELIN & FABRI FIBRA – FOTOGRAFIA

 

Correva l’anno 2017. Mi ritrovavo ovunque sulle bacheche dei vari social network condivisioni di video e frasi delle canzoni di tale Carl Brave (insieme a Franco Bertolini, al secolo “Franco126”). E non solo da appassionati di musica indipendente ed emergente, ma anche da gente che in genere ascolta tutt’altro. Mi chiedevo: ma questi da dove sono usciti da riscuotere così tanto successo senza supporto delle radio e delle televisioni? E allora mi documento sulla loro storia: leggo che Polaroid, l’album in questione, viene eletto da Rolling Stone come miglior album dell’anno. Vado ad ascoltarlo per curiosità: non riuscivo ad inquadrare questo duo dal punto di vista dei generi, non riuscivo a capire se fosse pop, indie, trap, rap o una miscela tra vari generi, e ho finito per annoiarmi (poi sono gusti personali soggettivi, magari c’è qualcuno che mi legge ora a cui annoiano artisti che io ascolto più frequentemente!). E intanto questi due ragazzi romani continuano a fare grossi numeri, soprattutto nei concerti sempre sold out, facendo breccia persino nei cuori di un pubblico adolescente. Leggo poi su un sito di notizie sulla musica italiana che è prevista per metà maggio l’uscita di un disco solista per Carl Brave, intitolato Notti Brave, che vede diverse collaborazioni importanti, come quelle con Fabri Fibra e Francesca Michielin. I quali vanno a formare con Brave un trio che promette grandi risultati per questa Fotografia, uscita nello stesso giorno dell’album Notti brave (ad oggi certificato disco di platino). Grandi risultati puntualmente arrivati: nelle radio è praticamente onnipresente, il video (a tema Simpson) è trasmessissimo in tutte le TV, e il pezzo viene certificato doppio disco di platino. E’ attualmente in rotazione radiofonica (e sta anch’esso andando molto bene) Posso, brano in cui Carl duetta con un certo Max Gazzè. Se continua così, Carlo Coraggio (vero nome di questo artista capitolino) potrebbe consacrarsi come uno dei big della canzone italiana degli anni 2020.
10)  ELISA – SE PIOVESSE IL TUO NOME

 

C’è grande attesa per il nuovo album di Elisa previsto per il 2018, il primo sotto distribuzione Universal dopo la separazione con la Sugar di Caterina Caselli che la ha resa un nome di primo piano della scena musicale italiana. Ad aprile esce Will we be strangers, singolo in lingua inglese prodotto da Big Fish che però non riscuote grandissimi risultati. Ma il brano giusto con il quale lanciare il nuovo progetto Diari aperti arriva a settembre: si tratta di una ballad intitolata Se piovesse il tuo nome che sin da subito entra nel novero dei classici della cantautrice friulana. A livello di vendite sta andando benissimo ed è stata per sei settimane (non consecutive) in vetta alla classifica dei brani più trasmessi dalle radio italiane, posizione che occupa attualmente a tre mesi esatti dall’uscita. Senza dubbio insieme ad un altro brano di cui parleremo più tardi in quest’articolo il brano italiano di maggior successo di quest’autunno 2018. Se piovesse il tuo nome vede la firma di un altro artista che nel corso di quest’annata si è tolto diverse soddisfazioni (e c’è anche una versione in duetto tra Elisa e tale cantautore). Vi do un indizio: viene da Latina. E no, non è Tiziano Ferro.
11)  CALCUTTA – PESTO/PARACETAMOLO

 

Si tratta di Edoardo D’Erme, al secolo Calcutta. Per il cantautore latinense il 2018 è stato l’anno della consacrazione definitiva dopo il successo (arrivato soprattutto grazie al web e al supporto di Radio Deejay come per molti esponenti dell’indie italiano degli ultimi anni) dell’album Mainstream. Il tutto grazie a due brani come Pesto e Paracetamolo (soprattutto la seconda per via del verso iniziale sulla tachipirina, ormai un meme) diventati dei piccoli tormentoni che hanno lanciato in grande stile l’ultimo album Evergreen (disco d’oro). Ma il grande successo arriva soprattutto dai live: Calcutta mette in scena in estate due concerti-evento, uno allo Stadio Francioni della sua Latina e l’altro all’Arena di Verona (non un palco da poco) che riscuotono grandi consensi. E questo fa da preludio per un 2019 ancora più ricco di grandi impegni per il cantautore: a febbraio sarà infatti alle prese con il suo primo tour nei palazzetti italiani in carriera.
12)  MANESKIN – TORNA A CASA

 

L’edizione di X-Factor 2017 viene vinta da Lorenzo Licitra, ma i vincitori morali sono loro: i Maneskin. Che già portano a casa degli ottimi risultati (meritatamente, perché stiamo parlando di un gruppo davvero di ottima fattura) con l’EP di debutto Chosen. Ma a settembre arriva il pezzo che li fa conoscere definitivamente al grande pubblico e che anticipa l’uscita dell’album Il ballo della vita (al primo posto nella classifica degli album più venduti nella settimana di debutto, stoppando una certa Elisa anche lei al debutto con il nuovo album al secondo posto): Torna a casa. Una ballad che mescola le sonorità rock della band romana con un sound orchestrale che probabilmente a Sanremo avrebbe fatto un figurone. Ma il suo figurone lo ha già fatto anche senza la vetrina del Festival, quindi bene così. In mezzo a tanta trap e a tanto indie quello dei Maneskin è uno stile che si distingue: a lungo termine, a meno di scelte sbagliate, potrebbe rendere Damiano David e compagni uno dei nomi di punta della musica italiana per il futuro, anche perché sono ancora giovanissimi e possono ancora crescere. Detto questo, chapeau.
13)  CESARE CREMONINI – NESSUNO VUOLE ESSERE ROBIN

 

Tanti sono i big nostrani che quest’anno hanno riempito gli stadi e i palazzetti con grande successo, basti pensare a gente come Jovanotti e i Negramaro ormai esperti in materia. O a Laura Pausini, che pur senza singoli di particolare successo ha comunque portato a casa grandi risultati (come sempre) sia in Italia che all’estero con l’ultimo album Fatti sentire e si è rivelata la prima donna a tenere un concerto al Circo Massimo di Roma. Ma c’è stato anche chi ha fatto subito centro al primo esame stadi in carriera, sia a livello numerico che qualitativo: questo personaggio risponde al nome di Cesare Cremonini. Dopo anni di successi a livello di singoli, album e anche tour anche nei momenti di calo di popolarità, il cantautore bolognese entra definitivamente con il Possibili Scenari Tour 2018 nel tavolo dei grandi big italiani. Un tour di respiro internazionale, con effetti speciali e brani suonati quasi come se si stesse ascoltando un disco dal vivo. E, tra i brani più riusciti, c’è il secondo singolo estratto dall’album, ossia quel piccolo capolavoro intitolato Nessuno vuole essere Robin. Un brano che parla con grande sensibilità delle difficoltà presenti nelle relazioni amorose e gli ostacoli che provocano tali difficoltà. E, probabilmente, uno dei brani più belli dell’intera discografia di Cremonini. E pensare che ai tempi dei Lunapop veniva bistrattato e considerato un teen idol…
14)  J-AX & FEDEZ – ITALIANA



Il 2018 è stato anche l’anno del termine del progetto congiunto tra J-Ax & Fedez, culminato nel concerto-evento (tutto esaurito) di San Siro La Finale. L’ultimo singolo ufficiale di Ax e Fedez come duo è questa Italiana (un brano a dir poco orrendo a mio avviso, poi de gustibus) che completa la triade di successi estivi del duo composta da Vorrei ma non posto e Senza pagare. Il brano parte bene, trainato dallo spot del Cornetto Algida a cui fa da colonna sonora, ma le divergenze tra i due e il termine della collaborazione pesano sul cammino nel corso dell’estate del brano, che è sì andato bene, ma non ai livelli dei due tormentoni succitati. Poi, il ritorno alle proprie carriere soliste: entrambi hanno pubblicato nel corso dell’autunno un brano dedicato al proprio figlio, per J-Ax (che intanto festeggia i suoi primi 25 anni di carriera riunendosi con Dj Jad per un set di 25 minuti dedicato agli Articolo 31) Tutto tua madre, mentre per Fedez (che a settembre sposa Chiara Ferragni in un matrimonio al centro di tutte le rubriche di gossip del periodo) Prima di ogni cosa. Che anticipa il nuovo album di Fedez, in uscita il 25 gennaio, su cui la Sony sembra puntare fortissimo.
15)  FABIO ROVAZZI FEAT. EMMA, AL BANO & NEK – FACCIO QUELLO CHE VOGLIO


 

Lo scorso anno avevo fatto un’aspra critica a Fabio Rovazzi. Sì, effettivamente i pezzi non sono qualitativamente dei capolavori (e Faccio quello che voglio non ne è esente) e sono palesemente fatti per vendere e incentrati sui relativi videoclip, aspetto su cui invece Rovazzi eccelle, essendo maggiormente votato (anche per sua stessa ammissione) nella parte di video-maker e di attore. E, nonostante la separazione da Fedez che lo ha lanciato, porta a casa un altro successo dei suoi: tanti sono i grossi nomi presenti nel video, da Gianni Morandi (che con lui aveva duettato in Volare, tormentone della scorsa estate) a Eros Ramazzotti fino ad arrivare a Diletta Leotta. Senza contare che nel brano collaborano tre grandi nomi di diverse generazioni della musica italiana: Emma Marrone (platino per il suo ultimo album Essere qui), Nek e Al Bano. Un 2018 che mostra Rovazzi (con grande successo) anche nel ruolo di spalla di Pippo Baudo nelle due serate di Sanremo Giovani, e dico la verità: preferisco il Rovazzi personaggio televisivo piuttosto al Rovazzi cantante.
16)  LUCA CARBONI – UNA GRANDE FESTA

 
Chiudiamo questa lista con un brano che ha costruito il suo successo sui passaggi radio, con le emittenti italiane che lo hanno supportato sin da subito: si tratta di Una grande festa di Luca Carboni. Un brano che, fosse uscito negli anni ’90-inizio 2000 avrebbe probabilmente vinto un’edizione del Festivalbar. Il videoclip vede il tema delle quattro modelle che accompagnano Carboni in playback fingendo di suonare vari strumenti musicali che aveva fatto le fortune del videoclip di Luca lo stesso, ma stavolta in un’ambientazione spaziale, fedelmente al tema dell’ultimo album di inediti Sputnik. Un disco che delude le aspettative a livello commerciale ma dal quale Carboni ha già estratto due hit: questa e il singolo autunnale Io non voglio, firmato Calcutta. Passano gli anni, i numeri non sono gli stessi degli anni ’80 e ’90, ma Luca Carboni è uno di quei cantautori che qualsiasi album faccia un successo te lo tira sempre fuori, dimostrando di essere sempre sulla cresta dell’onda.

Conclusioni: premetto che per me è stato difficilissimo selezionare i 16 brani della lista, perché a livello di successi come detto nell’introduzione il 2018 è stato un anno molto prolifico a livello di successi per la musica italiana. Ci sono pezzi che avrei inserito volentieri, brani che apprezzo moltissimo ma che magari non sono arrivati ai livelli di popolarità dei sedici pezzi citati, e successi che detto sinceramente non ho voluto inserire perché da me reputati talmente brutti (non cito quali) da non essere considerati meritevoli dei risultati raggiunti. Detto questo, speriamo in un 2019 altrettanto ricco di grandi canzoni e grandi successi, italiani e internazionali, che possano negli anni a venire entrare nel mondo della Nostalgia. Non vi faccio gli auguri di buon 2019 qui perché il prossimo articolo che uscirà su questo blog parlerà del 2018 di Operazione Nostalgia Musicale! Rimanete aggiornati…

Giuseppe Consoli

sabato 30 giugno 2018

LE RECENSIONI DI OPERAZIONE NOSTALGIA MUSICALE - Festivalbar 1998 (Compilation Rossa)


 
La copertina della Compilation Rossa del Festivalbar 1998.
 
Questa recensione era annunciata da gennaio, ma la preparazione della nostra trasmissione e dello School Tour ne hanno rimandato la pubblicazione. E così ci siamo ritrovati a pubblicarla proprio alla vigilia dell’inizio della terza edizione del nostro Summer Song Contest. Di cosa stiamo parlando? Della nostra recensione sulla Compilation Rossa del Festivalbar 1998! Ho già avuto modo recentemente di parlare dei successi dell’estate 1998 in un altro articolo pubblicato per un altro portale, ossia La Ragnatela News (qui l’articolo: http://www.laragnatelanews.it/intrattenimento/38678/38678.html). Ma se in quel caso si è trattato di un recap generale dei brani di successo di quell’estate, stavolta analizzerò il contenuto della Compilation Rossa dell’edizione 1998 del Festivalbar brano per brano. E lo stesso farò poi con la Compilation Blu.

CD1
VASCO ROSSI – IO NO: La compilation non poteva che aprirsi con il brano vincitore di quell’edizione del Festivalbar (oltre che una delle due sigle ufficiali). Vasco tornava a calcare il palco di casa Salvetti dopo undici anni di assenza e a quindici anni dalla sua prima vittoria con Bollicine. Vi è entrato da favorito e ne è uscito da trionfatore assoluto: oltre ad aver vinto nella sezione singoli con questo brano e con un altro grande successo vaschiano di quell’estate (L’una per te) il Komandante si è aggiudicato anche un premio per il successo dell’album di appartenenza Canzoni per me. Aggiungiamo a tutto ciò anche i 220.000 spettatori dello storico concerto di Imola del 20 Giugno 1998 che ha definitivamente consacrato Vasco nella leggenda…cosa chiedere di più? Quanto al brano, si tratta di un pezzo romantico che parte lento nelle strofe per poi assumere un’atmosfera rabbiosa dal primo ritornello in poi, in puro stile Vasco. Ed è a mio parere uno dei migliori brani della discografia del rocker di Zocca della fase anni ’90.
Voto: 9

SIMPLE MINDS – WAR BABIES: Si prosegue con una canzone che tratta uno scottante tema sociale, quello dei bambini-soldato, e i Simple Minds lo fanno con una ballad dalle atmosfere elettro-rock molto in voga nella seconda metà degli anni ’90. Non ha avuto il successo che meritava ma ne consiglio assolutamente l’ascolto. Sottovalutata. Non poteva esserci inizio di compilation migliore.
Voto: 9

ALL SAINTS – NEVER EVER: Una sola parola per descrivere questo pezzo: NOIA. Cinque minuti di noia assoluta. Ogni volta che parte questo pezzo lo salto per arrivare al brano successivo. Per fortuna le tre ragazze britanniche si faranno perdonare due anni dopo con la più orecchiabile e godibile Pure Shores, che molti ricorderanno grazie agli spot della De Longhi dei primi anni 2000.
Voto: 4

ANGELO BRANDUARDI – IL GIOCATORE DI BILIARDO: Gli anni ’90 sono stati per Angelo Branduardi il suo periodo “pop”, ma si tratta di un pop di qualità indiscutibile, mescolato con le influenze classiche del violinista milanese. E Il giocatore di biliardo ne è uno dei migliori esempi. Il testo narra la storia di un giocatore di biliardo con lo sport che pratica come metafora di una vita e delle sue illusioni. Uno dei più bei brani (e giustamente tra i più apprezzati dagli spettatori di quel Festivalbar) dell’intera estate 1998.
Voto: 9,5

CORNERSHOP – BRIMFUL OF ASHA (FATBOY SLIM REMIX): I Cornershop sono un gruppo indie rock britannico (precisamente di Leicester). Nel 1997 pubblicarono questo pezzo, avente come tema l’industria cinematografica indiana (Asha è la cantante e attrice indiana Asha Bhosle), ma la svolta arriva l’anno successivo: Fatboy Slim, pezzo grosso della musica elettronica internazionale, remixa il brano e lo trasforma in una hit che scala le classifiche di tutto il mondo, Italia compresa. E in Italia fu il primo brano a fare da colonna sonora alla neonata Wind. Il pezzo originale è davvero carino ed orecchiabile, ma il remix di Fatboy Slim è un autentico capolavoro.
Voto: 8,5 al brano originale, 9,5 al remix

PROZAC+ - COLLA: Nella primavera del 1998 Eva Poles e compagni erano esplosi grazie al successo di Acida, tormentone di quella stagione che regalò alla punk band friulana un disco di platino per l’album di appartenenza Acido Acida, risultato da allora mai più raggiunto dal gruppo. Nonostante le radio continuassero a trasmettere Acida anche durante l’estate, il singolo estivo effettivo dell’album era Colla, pezzo che parla della volontà di riaggiustare tutti gli errori commessi nel passato attraverso l’uso di una colla. Il pezzo è molto buono, ma secondo me nettamente inferiore ad Acida.
Voto: 7

BACKSTREET BOYS – ALL I HAVE TO GIVE: In realtà il singolo estivo per il mercato italiano della boy band per antonomasia di quel periodo musicale fu Non puoi lasciarmi così, versione italiana del brano del 1995 Quit Playing Games With My Heart, ma nella Compilation Rossa venne inserito il singolo primaverile tratto dal fortunatissimo Backstreet’s Back, ossia questa All I Have to Give. A mio avviso un brano senza infamia né lode: nel suddetto album c’era molto di meglio.
Voto: 6

USTMAMO’ – COSA CONTA: Ai tempi la critica li elogiava, ma personalmente a me non sono mai piaciuti. Neanche questo brano che anche grazie al Festivalbar è considerato il loro maggior successo. Secondo momento “pisolino” della compilation dopo le All Saints, anche se preferisco questa Cosa conta a Never ever.
Voto: 4,5

LIGHTHOUSE FAMILY – HIGH: Adoravo questo pezzo da bambino e lo adoro tuttora. Una ballata romantica che vuole comunicarci che grazie alla forza dell’amore possiamo superare tutti gli ostacoli. Successo meritato a livello mondiale per questo duo britannico che attraversa anche l’Italia, e nel nostro Paese lo spot della Sanson a cui ha fatto da colonna sonora ha contribuito alle sue fortune in misura ancora maggiore. Tanti, tanti ricordi.
Voto: 9,5

EAGLE EYE CHERRY – SAVE TONIGHT: Questo pezzo ha in comune due cose con High dei Lighthouse Family. Il fatto che in Italia deve il suo successo anche a uno spot pubblicitario (in questo caso della Chrysler) e il fatto che anch’esso è secondo la mia opinione uno dei migliori brani internazionali dell’estate ’98. Sarà il primo di tanti successi qui nel nostro Paese per il fratello di Neneh Cherry. Si parla di una coppia che vuole godersi l’ultima notte insieme prima della partenza di un lui che agonizza perché già sente la mancanza della sua lei.
Voto: 9,5

LITFIBA – SPARAMI: Croce e Delizia, doppio CD celebrativo del fortunato Mondi Sommersi Tour 1997, non conteneva inediti, e allora si è deciso di lanciare come singolo di promozione del live un brano mai estratto da Mondi Sommersi, ossia questa Sparami. Il pezzo ha una struttura particolare: le strofe e il finale sono molto da ballad “blues” (con un assolo di Ghigo Renzulli da applausi a scena aperta), mentre nei ritornelli si passa a una struttura più rock, più Litfiba-style. Sparami è un brano contro le disuguaglianze che caratterizzano il sistema capitalista, ed è anche per questo motivo che non ha riscosso il successo che meritava a livello radiofonico (anche se è diventata negli anni un brano immancabile nelle scalette dei concerti dei Litfiba e di Pelù solista). Ed è un peccato, perché si tratta di uno degli episodi migliori di Mondi Sommersi. Dimenticavamo: un saluto al nostro amico Franco Caforio, nostro ospite nella dodicesima puntata della nostra trasmissione, batterista dei Litfiba di quel periodo.
Voto: 9,5

LENNY KRAVITZ – IF YOU CAN’T SAY NO: Primo singolo estratto dal fortunato album 5, questo pezzo è ricordato anche per la presenza nel videoclip ufficiale dell’attrice Milla Jovovich. Non è però, a mio parere, uno dei pezzi migliori della discografia di Kravitz nonostante la popolarità, soprattutto se pensiamo che nello stesso disco ci sono delle vere e proprie bombe come I belong to you, Fly away e American Woman.
Voto: 6,5

ELISA – MR. WANT: Elisa è senza dubbio l’artista italiana rivelazione della stagione musicale 1997-98. Il suo album di debutto Pipes & Flowers è una vera perla e ha riscosso un grandissimo successo (ad oggi conta più di 300.000 copie vendute) anche grazie a brani ancora oggi popolari come Labyrinth. Come singolo estivo venne scelto Mr. Want, brano molto simile alla già citata Labyrinth e anche per questo motivo non ne ripeté lo stesso successo. Tanto che la cantautrice friulana era solita proporre durante le tappe del Festivalbar i singoli precedenti ad esso (Labyrinth e A feast for me). Peccato, perché il pezzo non è male, seppur inferiore ad altri brani “compagni di disco”.
Voto: 7-

LOS UMBRELLOS – NO TENGO DINERO: Come in ogni compilation del Festivalbar che si rispetti, non può mancare la “quota trash” di successo: i danesi Los Umbrellos sbancarono le classifiche con questo pezzo che definire brutto è fare un complimento. Scoprirete nell’analisi del CD2 che c’è stato in quell’estate un brano ancora peggiore di questo, ma non basta.
Voto: 2

GIANLUCA GRIGNANI – MI PIACEREBBE SAPERE: Il Grigna prosegue sulla strada cantautorale che aveva caratterizzato il suo album del 1996 La fabbrica di plastica con un altro disco-capolavoro, ossia Campi di popcorn, contenente alcuni dei brani più amati dai fan dell’artista milanese, tra cui Baby Revolution, The Joker e il singolo di lancio Mi piacerebbe sapere. Trovo i due album citati i migliori della discografia di Grignani, con una veste rock che gli calza alla perfezione, quindi…come non amare questo pezzo?
Voto: 8,5

JANET JACKSON – I GET LONELY: Chiude il primo CD della Compilation Rossa del Festivalbar 1998 la versione remix di questo bellissimo brano di Janet Jackson, facente parte di The Velvet Rope, considerato dagli addetti ai lavori l’album-simbolo della Jackson (in Italia vendette più di 150.000 copie e venne certificato disco di platino). Il remix presente nella Compilation ne abbassa di tantissimo la valutazione: un vero peccato, si poteva chiudere il disco in bellezza con un brano rilassante in stile jazz (cosa che poi venne recuperata nella Compilation Rossa di quattro anni dopo con Norah Jones). Voto: 7 al brano, 5 al remix


CD2
BIAGIO ANTONACCI – MI FAI STARE BENE: Apre il CD2 della Compilation Rossa del Festivalbar ’98 il brano che dà il titolo ad un album che ha lanciato Biagio Antonacci nell’Olimpo della musica italiana. Fu il primo di tanti successi tratti da questo album (Quanto tempo e ancora e Iris ne superarono addirittura la popolarità) che vedeva un Biagio nel mezzo tra il pop-rock dei suoi primi anni ’90 e una svolta pop che lo avrebbe caratterizzato negli anni a venire. Questo brano, uno dei migliori mai scritti in carriera da Antonacci, fu il giusto singolo per lanciare un progetto su cui il cantautore di Rozzano puntava (giustamente) molto e che gli ha dato la consacrazione definitiva al grande pubblico.
Voto: 8,5

SPICE GIRLS – STOP (MORALES REMIX): Già le Spice Girls musicalmente non mi sono mai piaciute (tranne alcuni episodi solisti di alcuni ex membri), figuriamoci in un remix di un loro pezzo. Avanti al prossimo brano.
Voto: 4,5
THE VERVE – SONNET: Reduci dal successo di quel capolavoro che è Bittersweet symphony (brano che ha vinto l’edizione 2017 della nostra Coppa Operazione Nostalgia Musicale), Richard Ashcroft e compagni estraggono come singolo per l’estate 1998 dal loro album Urban Hymns questa ballad di ottima fattura. Non ai livelli di Bittersweet symphony ma comunque un gran bel pezzo. Meritava fortuna maggiore.
Voto: 8

ANTONELLA RUGGIERO – VACANZE ROMANE (Versione 1998): La Ruggiero veniva da un Festival di Sanremo da incorniciare: un secondo posto al sapore di vittoria, se consideriamo che la vincitrice di quell’anno Annalisa Minetti è stata promossa nei Big solo dopo aver vinto la sezione Nuove Proposte, con un brano (Amore lontanissimo) che si rivelò il brano di maggior successo di un Festival povero di grandi hits. Amore lontanissimo era l’unico inedito di una raccolta, dal titolo Registrazioni moderne, in cui la cantante genovese riarrangiò alcuni dei suoi successi del periodo alla voce dei Matia Bazar in collaborazione con diversi artisti e gruppi, alcuni dei quali emergenti (tra questi i Subsonica). Per l’estate venne lanciata come singolo la stupenda versione 1998 di Vacanze romane, riarrangiata in chiave tango (e quest’arrangiamento le calza alla perfezione).
Voto: 8,5

BABYBIRD – YOU’RE GORGEOUS: Altra superhit internazionale dell’estate 1998 che evoca in me tanti ricordi d’infanzia. In Italia famosa anche grazie ad uno spot dell’acqua Ferrarelle di quell’anno, si tratta di un brano britpop romantico dalle sonorità che ammiccano molto agli anni ’60. Pezzo molto nostalgico.
Voto: 9

SMASH MOUTH – WALKIN’ON THE SUN: E’ arrivato il momento di un altro classico internazionale dell’estate 1998, ossia il brano di maggior successo dei californiani Smash Mouth insieme alla cover di I’m a believer che fece tre anni dopo da colonna sonora al film Shrek. Si tratta di un brano dalle sonorità molto estive che parla ironicamente del movimento hippie e della sua “commercializzazione” che fondamentalmente andava contro i principi del movimento, ossia “peace and love”. Come fare un tormentone estivo di qualità basandosi (attraverso lo strumento dell’ironia) su argomenti costruttivi.
Voto: 9,5

BOYZONE – ALL THAT I NEED: I Take That prima e i Backstreet Boys poi hanno dato il là al fenomeno internazionale delle boyband che ha caratterizzato il periodo che va dalla metà degli anni ’90 a quella degli anni 2000. Tra queste abbiamo i Boyzone, che a differenza dei TT e dei BSB non mi sono mai piaciuti (Ronan Keating, il loro membro più popolare, lo preferisco nettamente da solista). Sarà che i loro brani mi annoiavano un po’…Questo brano non mi fa né caldo né freddo. Momento “skip”.
Voto: 5

SOERBA – I AM HAPPY: Torniamo sul filone “tormentoni di qualità basati sull’ironia” ma stavolta andiamo in Italia con i Soerba. La loro I am happy è una parodia della cultura popolare in tutte le sue sfaccettature che ebbe un grandissimo successo soprattutto nei canali TV musicali, dove il relativo videoclip è risultato tra i più trasmessi di quell’estate. Sembrava l’inizio di un grande futuro per i Soerba, che in inverno vinsero nella sezione Giovani della Festa del Disco (festival di fine anno condotto da Pippo Baudo) e l’anno dopo parteciparono al Festival di Sanremo. E’ davvero un peccato che abbiano perso la popolarità di cui godevano in quel periodo.
Voto: 9

ACE OF BASE – LIFE IS A FLOWER: Nell’estate 1993 gli Ace of Base scalarono le classifiche di tutto il mondo grazie all’intramontabile All that she wants. Cinque anni dopo mettono a segno un altro successo estivo, anche se meno popolare rispetto al brano succitato, ossia questa Life is a flower, in Italia anche colonna sonora dello spot di uno dei prodotti della Lines. Preferisco All that she wants, ma anche questo brano si lascia ascoltare molto volentieri.
Voto: 8,5

MICHELE ZARRILLO – UNA ROSA BLU: La stagione musicale 1997-98 regalò grandissime soddisfazioni a Michele Zarrillo: la sua raccolta L’amore vuole amore vendette 600.000 copie e i due inediti tratti dalla raccolta, ossia il brano omonimo e Ragazza d’argento, ebbero un ottimo airplay radiofonico. E grazie a questa raccolta imparai a conoscere i maggiori successi del cantautore romano (ancora ricordo che a quattro anni una volta una mia amica che abitava vicino casa mia quando entrò mi sorprese a cantare Il sopravvento!). Ma il meglio doveva ancora arrivare: per l’estate venne estratta la stupenda versione riarrangiata di Una rosa blu (uno dei tre successi del repertorio di Zarrillo riarrangiati presenti nella raccolta insieme a Su quel pianeta libero e La notte dei pensieri), che superò in popolarità i due inediti succitati. Cosa dire? Capolavoro era e capolavoro è rimasto anche in questa versione.
Voto: 9,5

AQUA – MY OH MY: Dopo una serie di capolavori, ecco il primo dei due brani trash di questo CD2, ossia questa My oh my dei danesi Aqua (dopo i Los Umbrellos, la Danimarca non ha dato all’estate 1998 grandi soddisfazioni…). Orrenda. Anche se meglio di quella Barbie girl che ci hanno proposto in tutte le salse durante l’inverno 1997.
Voto: 2

MAX GAZZE’ E NICCOLO’ FABI – VENTO D’ESTATE: Questo brano fece un figurone al Festivalbar, ma vinse un’altra nota manifestazione estiva, ossia il Disco per l’estate. Un bellissimo duetto tra due grandi amici provenienti dalla scena cantautorale romana del periodo che ha avuto il merito di consacrare Niccolò Fabi al grande pubblico dopo il successo l’anno precedente dei suoi brani Capelli e Dica e anche quello di far conoscere al grande pubblico Max Gazzè: per quest’ultimo è il primo di tanti classici, anche se in primavera il singolo predecessore Favola di Adamo ed Eva era andato molto bene, ma questo è stato il pezzo del grande lancio per lui. Senza tempo: sentire questo pezzo fa pensare all’estate anche in inverno.
Voto: 9,5

NATALIA ESTRADA – CHIQUITA BON BON: Abbiamo criticato nel corso di questa recensione brani come My oh my o No tengo dinero. Ma il pezzo più brutto di tutta la compilation doveva ancora arrivare. E’ Chiquita bon bon, pezzo di Natalia Estrada che meriterebbe un posto d’onore nella Hall of Shame della storia del Festivalbar. No comment.
Voto: 1

ROBBIE WILLIAMS – LET ME ENTERTAIN YOU: Nonostante si tratti di un artista di genere pop, Robbie Williams è sempre stato un amante del rock e lo si sente in questo brano che ha delle forti influenze rock. E personalmente parlando uno dei miei brani preferiti della carriera musicale di Robbie. Fu l’ultimo singolo estratto dal fortunato album di debutto da solista dell’artista britannico Life thru a Lens. Nel testo si parla di un triangolo amoroso omosessuale. Iconico il videoclip di cui consiglio la visione.
Voto: 9

PROPELLERHEADS FEAT. SHIRLEY BASSEY – HISTORY REPEATING: I Propellerheads erano una band inglese che mescolava l’elettropop con elementi tipici della musica classica e del jazz anni ’50-’60. Questa History Repeating, interpretata in collaborazione con una leggenda del soul internazionale quale Shirley Bassey, rispetta il secondo caso ed è un pezzo che riporta indietro l’ascoltatore in quelle atmosfere retrò. Scalò le classifiche di tutta Europa, Italia compresa, e anch’esso come tanti brani di questo doppio CD fece da colonna sonora a uno spot (in questo caso quello di Saila Menta).
Voto: 8

NERI PER CASO – SOGNO: Chiudono questa compilation i Neri per Caso con questa Sogno, estratta dal loro album omonimo pubblicato nell’autunno del 1997 e che non ebbe il successo di vendite dei predecessori. Un brano molto simile ad alcuni loro successi degli anni precedenti come Le ragazze e Sentimento pentimento, seppur (a parer mio) inferiore. Senza infamia e senza lode.
Voto: 6
OPINIONE FINALE SULLA COMPILATION: I due CD, secondo il mio gusto personale, si equivalgono: mischiano entrambi nella stessa maniera e nella stessa quantità brani che adoro e brani che non sopporto, in entrambi i CD c’è un gran numero di successi italiani ed internazionali senza tempo e si lasciano ascoltare volentieri. Difficile definire qual è il brano migliore perché non c’è un pezzo che preferisco su tutti tra i 32 che fanno parte di questa doppia compilation (notare la sfilza di 9 e 9,5 presenti in questa recensione). E’ più facile definire secondo me i brani peggiori, ma sia per quanto riguarda i brani valutati positivamente sia per quelli valutati negativamente il gusto è personale. Consiglio fortemente l’ascolto di questa compilation a coloro che sono curiosi di ascoltare hits estive del passato e hits del passato in generale.
VOTO FINALE: 7+

venerdì 4 maggio 2018

SCHOOL TOUR 2018 REPORT - Liceo Mancinelli: quando giocare in casa porta bene. E che risultati...

Sull'onda del successo del primo corso di Operazione Nostalgia Musicale tenuto al Liceo Landi di Velletri il 28 Aprile del 2017, la scorsa estate, mentre ero in viaggio a Torino, nacque nella mia testa un'idea: "perché non riprovare l'esperimento delle attività di Operazione Nostalgia Musicale nelle scuole, visti i risultati, e tentarlo in più scuole anche fuori Velletri?". Tra le tappe, praticamente obbligatoria sarebbe stata quella del Liceo Mancinelli e Falconi, liceo classico, linguistico, economico-sociale e delle scienze umane veliterno nel quale io mi sono diplomato con il voto di 100 cinque anni fa (indirizzo linguistico). Per diversi motivi: innanzitutto proprio il fatto che sono un ex allievo dell'istituto e quindi l'effetto "partita casalinga" avrebbe potuto funzionare come se non più che al Landi. Ma soprattutto per il fatto che negli anni, tra me e la maggioranza dei ragazzi dell'istituto, che si tratti di coetanei o nati dal 2000 in poi, è nato un legame a dir poco speciale, che mi ha portato a diventare per molti "uno di loro": la standing ovation con tanto di cori con cui sono stato accolto lo scorso anno durante la mia esibizione al Contest di fine Giornate dello Studente, in cui presentai in anteprima il mio singolo Allo Sfascio, ne è stata la prova. Aggiungiamoci la mia voglia di prendere parte alle Giornate in un ruolo totalmente inedito rispetto al solito, e il gioco è fatto. Era solo questione di tempo prima che la cosa si ufficializzasse anche se la tappa era cosa certa sin dall'autunno, e a Febbraio è arrivata l'ufficialità.

I ragazzi del primo turno della tappa del 26 Aprile 2018 al Mancinelli dello School Tour di Operazione Nostalgia Musicale.

Sono sincero: temevo inizialmente un flop di iscritti (o un numero minore di iscritti rispetto al Landi o al Joyce) a causa della concorrenza rappresentata dai tantissimi corsi interessanti in programma durante l'edizione 2018 delle Giornate dello Studente (quest'anno i ragazzi del Collettivo hanno fatto davvero un gran lavoro), aventi come tema la storia del Grande Gatsby. E invece non poteva esserci partenza migliore, con ben 37 ragazzi partecipanti (per intenderci, molta gente era seduta per terra invece che ai banchi perché le sedie erano tutte occupate!). La scaletta è stata la solita dei corsi precedenti: prima parte interamente dedicata ai grandi successi internazionali del passato, seconda parte dedicata ai successi italiani. A metà corso si sono svolte le votazioni per la Coppa Operazione Nostalgia Musicale, precisamente per il terzo ottavo di finale tra Ho perso le parole di Ligabue e Sweet Dreams degli Eurythmics: quest'ultimo è stato il brano più votato tra i presenti tra i due certificando il passaggio ai quarti di finale da parte del classico di Annie Lennox e compagni.  Cantatissimi i brani italiani, tra cui Come mai degli 883, Mentre tutto scorre dei Negramaro e Qualcosa di grande dei Lunapop. Queste ultime due canzoni sono state usate come "bis" perché, convinto che il turno si chiudesse prima, ho fatto cantare la canzone finale dei primi turni Io Vagabondo prima del previsto: ma l'importante è che il finale sia andato benissimo, tanto che Cristiano Turato, voce dei Nomadi degli anni 2010, si è complimentato con i ragazzi su Instagram per la partecipazione e con me per il corso tenuto. Non si poteva iniziare meglio. Durante il turno, Gianni Molisina, ospite fisso della trasmissione, ha recitato ai ragazzi il testo di La mia generazione di Herbert Pagani.

I ragazzi del secondo turno della tappa del 26 Aprile 2018 al Mancinelli dello School Tour di Operazione Nostalgia Musicale.

Alla grande è andato anche il secondo turno del 26 Aprile, con stavolta 31 partecipanti: si è totalizzata la media presenze più alta per un singolo giorno di corso da quando sono iniziate le attività didattiche di Operazione Nostalgia Musicale. E mi ha fatto piacere che siano passate a trovarmi al corso diverse persone con le quali nutro rapporti di grande amicizia sin da prima di esso. La scaletta del secondo turno è costituita nella fase iniziale da brani di generi vari, per poi passare alla "Sequenza Estiva", composta interamente da brani che hanno avuto successo nel corso della bella stagione (occhio, non tormentoni latini et similia ma brani di diversi generi di successo nel corso delle estati passate) per poi chiudere in bellezza con una sequenza finale di cinque evergreen italiane ed internazionali. Durante questo turno, i pezzi più cantati sono stati La donna cannone di Francesco De Gregori (durante il ritornello è entrata in classe a cantare persino la mia prof di spagnolo!), Certe Notti di Luciano Ligabue, Sei un mito degli 883 e il gran finale: Albachiara di Vasco Rossi. Anche qui si sono svolte le votazioni per la Coppa Operazione Nostalgia Musicale: la sfida era quella degli ottavi di finale tra Thank you di Dido e Cuore di aliante di Claudio Baglioni. E la maggioranza dei presenti ha votato per Claudione, che si qualifica così ai quarti di finale dove incontrerà gli Eurythmics in una sfida tra colonne sonore di spot anni '90. Inoltre durante il corso è stata pubblicizzata l'ospitata di Franco Caforio, ex batterista di Litfiba e Piero Pelù, prevista per la puntata in programma quel giorno: i brani inseriti in scaletta per pubblicizzare la puntata sono stati Prendimi così di Pelù solista e Spirito dei Litfiba.

I ragazzi del primo turno della tappa del 27 Aprile 2018 al Mancinelli dello School Tour di Operazione Nostalgia Musicale.

Il primo turno del 27 Aprile non era cominciato nel migliore dei modi, causa soli sette partecipanti iniziali e dei problemi con il proiettore che si è spento durante la prima canzone. Ma nulla è perduto: i problemi con il proiettore vengono risolti e recuperiamo anche con il numero di partecipanti, chiudendo il turno con 20 ragazzi presenti. La scaletta è rimasta invariata rispetto al giorno precedente, più qualche novità e le canzoni della Coppa Operazione Nostalgia Musicale, che non erano quelle per cui si è votato nelle sfide di giovedì scorso bensì quelle in gara per il quinto e sesto ottavo di finale. Durante il primo turno si sono svolte le votazioni per la sfida (una vera finale anticipata) tra We are the champions dei Queen e Just my imagination dei Cranberries. I più votati 

dai ragazzi sono stati i Queen che poi si sono qualificati per i quarti di finale.

I ragazzi del secondo turno della tappa del 27 Aprile 2018 al Mancinelli dello School Tour di Operazione Nostalgia Musicale.

20 sono stati anche i partecipanti al secondo turno del 27 Aprile, turno di chiusura di questa speciale maratona di musica che lo School Tour è. Ci sono stati molti ritorni dai turni precedenti di ragazzi che si sono divertiti ai turni precedenti e hanno pensato bene di concedersi un bis. Così come al primo turno, scaletta invariata tranne qualche novità. Durante questo turno si è votato per il sesto ottavo di finale della Coppa Operazione Nostalgia Musicale tra You're the one that I want, colonna sonora di Grease, e Ain't nobody di Rufus & Chaka Khan: una sfida totalmente pop e tra colonne sonore di film dedicati alla danza, in cui a spuntarla è stata la coppia Travolta-Newton John sia tra i ragazzi del Mancinelli sia nelle votazioni finali (e ai quarti di finale avrà una supersfida con We are the champions...). A quest'ultimo turno meno partecipazione cantata (tranne su Albachiara, ormai canzone finale dei nostri corsi proprio come ai concerti di Vasco) ma allo stesso tempo grande interesse da parte dei ragazzi presenti al turno. Ha fatto ritorno inoltre durante il turno Gianni Molisina, che ha ancora una volta recitato ai ragazzi il testo del brano di Herbert Pagani La mia generazione per poi annunciare l'ospitata del regista veliterno Fernando Mariani nella nostra trasmissione radio concretizzatasi ieri con un collegamento telefonico.

Posso dire di essere davvero soddisfatto. Spesso giocare in casa porta bene, nel mondo dello sport come nel mondo della musica e della cultura in generale: e l'assunto questa volta si è rivelato veritiero. Non era mai successo prima di questi due giorni che io superassi i 15 iscritti a turno in TUTTI i turni del corso, perché se negli altri istituti dove Operazione Nostalgia Musicale c'era sempre un turno con il pienone e uno con molti meno iscritti in alternanza, questa volta non ho mai fatto meno di 20 partecipanti. Con tanto di studenti che si sono complimentati privatamente per il corso, con la speranza di un "Mancinelli-bis", e che hanno registrato delle Instagram stories durante il corso che sapevano di elogio. Ma questo risultato non deve essere un punto di arrivo, bensì un punto di nuova partenza: biglietto da visita per le scuole del resto d'Italia per lo School Tour 2019, visto che si punta per il prossimo anno a tenere corsi anche al di fuori del Lazio? Si spera. Avanti così.
Grazie, Mancinelli e Falconi!

(Giuseppe Consoli, ideatore di Operazione Nostalgia Musicale)

PS: Un grazie per la partecipazione a Noemi, Gloria, Aurora, Vittorio, Giulia C., Daniele, Yosra, Emma, Giorgia R., Sofia C., Chiara Rose., Elisa C., Ilaria, Martina V., Jessica, Beatrice R., Angelica, Elena R., Andreea, Emily, Federica A., Gabriel, Elisabetta, Erika, Priscilla, Lorenzo P., Iker, Raysa, Alessia B., Sofia L., Benedetta R., Annachiara, Alessandra, Consuelo, Chiara Len., Chiara Rosa., Chiara P., Eleonora I., Maristella, Giulia F., Alessia S., Naomi, Sofia D., Edoardo, Maria Elena, Chiara D.G., Ludovica, Chiara D.F., Clarissa, Greta, Beatrice P., Beatrice G., Alessia M., Chiara Leo., Rachele, Irene C., Elena Pi., Elena C., Giulia Bo., Wisale, Irene H., Valeria C., Larisa, Elena Pa., Valeria I., Lorenzo D., Gaia, Marzia, Giorgia G., Lucrezia, Giada, Miriana V., Giulia Ba., Martina Be., Martina Bo., Alice I., Sara F., Eleonora G., Vanessa, Ginevra, Sara L., Benedetta F., Eleonora D., Alice T., Raffaella, Sara B., Giulia S., Lucia, Federica M., Miriana M., Elena D., Beatrice S. ed Elisa M.